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27.2.11

LE RECENSIONI DI PAOLA C.


“OGNI PROMESSA”

Andrea Bajani

Ed. Einaudi-Supercoralli

€19,50




L’impressione fondamentale che si ha leggendo questo romanzo è che siamo di fronte a una scrittura di pregio, fatta di descrizioni curatissime nei particolari, in cui le parole hanno un connotato emotivo intrinseco, che tende a immergerci in un’atmosfera di poesia. E’ come se il narratore raccontasse una scenografia, le scene e le azioni si susseguono, costruendo la vicenda come una serie di inquadrature, prive di dialoghi. I personaggi parlano per interposta persona e Pietro, il protagonista, decifra i loro messaggi per noi: Sara, sua compagna rimasta incinta di un altro, gli parla attraverso la madre di lui. Mario, il nonno tornato dalla Russia demente e morto in manicomio proprio all’inizio della storia, parla attraverso Olmo, altrettanto reduce dalla neve. La madre di Pietro è il personaggio forte del libro, perché “è una sintesi indebolita di tutte le possibilità in cui poteva essere” , una figura molto veritiera e vicina a noi. Dopo un momento forte della narrazione, la scoperta di una foto agghiacciante del nonno Mario, il viaggio in Russia dovrebbe essere la risoluzione di tutte le nebbie psicologiche che abitano i personaggi, come se l’autore volesse ricondurre tutte le premesse/promesse a una spiegazione storico- morale. Invece, e qui sta il punto debole del libro, si resta inappagati, come se la squisita narrazione fosse un po’ fine a se stessa e non riuscisse a fare il salto di qualità della grande letteratura, regalandoci il senso ultimo della trama forata della memoria.


Paola C.

21.1.11

IMPARARE A LEGGERE


A - B - C - ...

No, non imparare a leggere come si faceva alle elementari, ma imparare a districarsi in un'offerta infinita e caotica di letture, tra nuovi titoli e clsassici di sempre, romanzi noiosi e racconti fulminanti. Entare in libreria e non sapere da dove cominciare, fidarsi del consiglio di chi, il più delle volte, non conosce i nostri gusti oppure osare e leggere un genere nuovo, abbandonando la certezza del finale scontato. Farci sorprendere da una copertina apparentemente insignificante o caderne vittima (sindrome della gazza ladra auspicata dai grandi editori).

Venerdì 7 gennaio usciva sul Corriere della Sera (a pag. 37) un articolo di Ida Bozzi sulle scuole di lettura creativa. Nuova moda? Partiamo dall'abuso del termine "creativo" (a tal proposito consiglio la lettura del saggio "L'elmo di Don Chisciotte" di S. Bartezzaghi), visto che a Milano e Roma i corsi saranno di lettura creativa... perchè non ci bastava la scrittura creativa? Come si fa a leggere in maniera creativa? Chi prendono in giro? Tra l'altro sono resi noti i prezzi: €500,00 per 4 lezioni... corro finchè li perdo, piuttosto! Termini come book trainer mi fanno pensare ai film di Nanni Moretti <>. Sai, io ho il mio personal book trainer, mi consiglia i libri da leggere, cioè, ecco... li sceglie per me e sono bellissimi, mi dice cosa e quando devo leggere.
No, grazie!
In Italia si legge poco, ma chi legge lo fa bene.
Su che base una lettura può essere definita di qualità?
Ecco, questo è il punto dal quale vorremmo iniziare un percorso di lettura CONSAPEVOLE, che si svolgerà in quattro incontri a marzo, con scrittori, critici, filosofi e sociologi (dettagli a breve-prezzo irrisorio). Saper scegliere, restando liberi di farlo, investire il poco tempo a disposizione in concetti, descrizioni e punti di vista nuovi, per poter crescere attraverso le parole di un libro. Perchè ci sono più modi e più livelli per leggere: passionale, che si ferma alla trama, e tecnico, cioè che vede tra le righe il metodo usato dallo scrittore. Avere gli strumenti per essere un lettore consapevole, che non si beve tutto ciò che luccica per dire agli amici: io leggo.

30.8.10

I CONSIGLI DI PAOLA C PER L'AUTUNNO

Paola C, insieme ad Emma, sono coloro le quali hanno letto e recensito diversi libri durante l'estate per proporli ai lettori compulsivi che frequentano la rete.
Se ti riconosci nella sindrome compulsiva sopraccitata, puoi leggere i consigli che seguono senza avere effetti collaterali gravi.



LA VERITA’ SULL’AMORE
JOSEPHINE HART
Feltrinelli

Romanzo psicologico sul dolore di una madre e di una famiglia per la perdita di un figlio. Romanzo sull’amore di un marito che spende tutto se stesso per salvare la moglie dall’oscuro baratro del dolore. Ancora una prova di grande intensità, strutturata secondo i canoni dell’arte letteraria più antica, la tragedia. Una storia dai tratti poetici che entra nel cuore con sorprendente delicatezza.



SETTE ORE IN PARADISO
THODOROS KALLIFATIDIS
Crocetti


La passione irrompe nella vita tranquilla di un professore di matematica di origine greca in una università svedese. E’ una passione proibita, per la moglie del suo amico, una situazione che lo obbliga a interrogarsi sul senso delle scelte fondamentali della vita, mentre i rapporti si sgretolano e tutto sembra andare perduto. Un viaggio dovrebbe rappresentare il paradiso raggiunto. Ogni passo ci fa entrare nel cuore del protagonista e ne svela la sincera ricerca della libertà di vivere i movimenti dell’anima.



UNA BRAVA RAGAZZA
JOYCE CAROL OATES
Bompiani


Un tema delicato, l’amicizia tra un anziano artista e una ragazzina di sedici anni, proveniente da una famiglia disastrata. Lei trova in lui l’accudimento e l’affetto che non ha mai avuto dai genitori. Lui si innamora della sua freschezza e ha in serbo un grande progetto che nessuno può immaginare. Ma…come sempre la Oates ci spiazza con colpi di scena e un finale degno dei massimi giallisti. Eppure non si tratta di un giallo. Si tratta di un’indagine inquietante e sorprendente sulle motivazioni più nascoste che dimorano nell’animo umano all’esordio e alla fine della vita.

27.7.10

COSA LEGGO IN VACANZA?

Che libri consigliare per le vacanze?
Bella domanda, e se mi limitassi a dirvi cosa stiamo leggendo? Sarebbe solo il nostro punto di vista e dovreste conoscerci uno per uno per capire se ciò che leggiamo è o meno in sintonia con voi. Troppo complicato e poco affidabile. Ma una persona in vacanza, visto che ha tempo, cosa cerca nella lettura? E soprattutto: legge solo in vacanza? Anche qui, volendo rispondere in maniera un po' più approfondita, i quesiti sorgono come funghi. Come si fa a consigliare un libro in generale? Non è affare da poco, bisogna conoscere bene la persona che si ha di fronte, per soddisfarne le aspettative. Oppure dare un consiglio per genere letterario e poi ognuno pesca ciò che più gli interessa. Ecco, questa mi pare la strada più giusta.

Un saggio, un thriller nostrano (visto che la produzione italiana c'è), un thriller americano (fucina senza fondo di questo genere), un giallo classico, un romanzo d'amore ed uno di narrativa pura e attuale, un classico intramontabile ed un libro che faccia riflettere ma sia breve e intenso, un romanzo storico, una raccolta di racconti ed un libro di poesie (ma si leggono poesie sotto l'ombrellone?). Oddio, sono tanti e all'appello ne mancano ancora, senza scendere nel dettaglio dei saggi divisi per materia. Tutto nasce dalla richiesta di una mia vicina di casa in partenza per le ferie, che è in pensione da anni e di tempo per leggere ne avrebbe in quantità, ma è convinta che il momento ideale da dedicare a questa "fatica mentale" sia prerogativa della vita da spiaggia <tu che leggi, dammi un consiglio di cosa portarmi sotto l'ombrellone>.
La crema solare?

Comunque eccovi la lista delle pagine da spiaggia più gettonate (valide anche per il lago, la montagna, le città d'arte e qualsiasi altro luogo di vacanza):

- Acqua in bocca
Camilleri e Lucarelli, Ed. Minimum Fax

- Canale Mussolini (Strega 2010)
Pennacchi, Ed. Mondadori

- Acciaio
Avallone, Ed. Rizzoli

- Hanno tutti ragione
Sorrentino, Ed. Feltrinelli

- Breaking Dawn (i vampiri di Twilight)
Meyer, Ed. Fazi

- Il Fattore Scarpetta (non è un saggio su come pulire il piatto col pane!)
Cornwell, Ed. Mondadori

- Il filo che brucia
Deaver (bestseller industry), Ed. Rizzoli

- Mister Gregory (esilarante)
Modignani, Ed. Sperling & Kupfer

- L'ultima riga delle favole
Gramellini, Ed. Longanesi

Andate in libreria e fatevi guidare dall'istinto (o dalla quarta di copertina).
L'importante è leggere, se di qualità... non sarà tempo perso.

5.7.10

PAOLA C... parla dell'ultimo di V. Trevisan

-TRISTISSIMI GIARDINI-
Vitaliano Trevisan
Ed. Laterza, collana Contromano
€10,00
Trevisan colpisce ancora…E’ appena uscito questo saggio-diario del nostro scrittore vicentino che odia i vicentini, ma naturalmente non riesce a staccarsi dal proprio territorio. E meno male per noi vicentini, perché c’è davvero bisogno di una voce forte, schietta, implacabile, che gridi almeno alcune delle scomode verità che ogni giorno ci capita di osservare.

Prima di tutto il territorio: una periferia diffusa- azzeccatissima definizione. Non c’è ormai più separazione tra una città e l’altra, le periferie si sono espanse fino a compenetrarsi. Sono periferie brutte, dove spesso si vedono costruzioni che insultano la bellezza del territorio naturale, delle colline a vigneto, dei centri storici antichi dove ancora si conserva un’architettura semplice di grande bellezza.

Poi il ritmo della vita di questo territorio, scandito dai secondi: qui lavoriamo con i secondi! Dice una voce riportata dall’autore. Le merci, gli uomini circolano, come in un formicaio laboriosamente impazzito.

Poi le abitazioni, le villette di periferia, dai giardini omologati: prato inglese, acero giapponese, ulivo deportato..laddove un tempo c’erano gli orti. Ma oggi nessuno ha più tempo per coltivarsi i pomodori, nemmeno quelle mogli degli imprenditori che, avendo delegato le incombenze materiali a cameriere e giardinieri, sono troppo indaffarate ad andare in palestra, dall’estetista, dal parrucchiere, per non parlare dello shopping.

Gli immigrati: da un lato i clandestini, di cui l’economia ha bisogno perché così sono controllabili, ricattabili e sfruttabili al costo iù basso. Dall’altro quelli che si sono integrati, che si dicono molto soddisfatti di abitare in queste zone, anche a Treviso, patria del sindaco sceriffo della lega. Anzi proprio loro a volte cambiano addiritura città perché “too much marocchino”!

C’è qualcosa però che Trevisan ama di questi luoghi: il dialetto, lingua materna che viene parlata ovunque e da tutte le classi sociali. Ma non si unisce al coro politico di quanti vogliono valorizzare la lingua e la cultura veneta “possibilmente ai ferri con 2 fette di polenta”.

Il proprio dialetto è piuttosto il modo più intimo di sentirsi a casa.

Paola C

25.6.10

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