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2.8.11

GIOIELLI LETTERARI

È stata creata una nuova collana.
L'editore in questione è E/O, quello che pubblica, tra i tanti, Massimo Carlotto.

La nuova collana si chiama SABOT/AGE ed è dedicata alla storie che il nostro Paese non ha più il coraggio di raccontare.
Dal noir al pulp, dall'horror alla commedia, generi diversi per rompere la crosta del non detto: sabotare il silenzio quotidiano su temi inquietanti eppure rigorosamente taciuti. (cit)

Questo neonato "gioiello letterario" si apre con "LA BALLATA DI MILA" di Matteo Strukul, padovano del '73, scoperto da M. Carlotto, è cofondatore di Sugarpulp, un movimento letterario dedicato al pulp-noir. In questo primo romanzo Strukul da vita ad un personaggio femminile davvero originale: Mila Zago, alias Red Dread.

Il secondo libro (o perla della collana) è "LUPI DI FRONTE AL MARE" di Carlo Mazza, nato a Bari nel '56. Questo è il suo primo romanzo ed è stato definito "il giorno della civetta degli anni Duemila".

Buona lettura ai coraggiosi nuovi adepti di SABOT/age, che non si fanno intimorire dalla nuda e cruda realtà dei fatti!

22.6.11

OGNI GIORNO, OGNI ORA - Natasa Dragnìc (Feltrinelli)

Presentazione originale e fuori dai canoni. Questa volta lo Spritz Letterario vi porta dal barbiere!
Ebbene sì, vi presentiamo questo romanzo d'amore, di fuga e di passione da JOY BARBER SHOP, in contrà Pedemuro San Biagio 33, a Vicenza.

MARTEDì 5 LUGLIO, ORE 19:00

Sarà presente l'autrice Natsa Dragnìc, accompagnata dal suo editor Feltrinelli: Ricciarda Barbieri.
La grandiosa speaker Franca Grimaldi ci sorprenderà con letture di alcuni brani e la super professionale Elisabetta Vidaich tradurrà dal croato in simultanea.
Coordina l'incontro Marianna Bonelli.


Primi anni sessanta a Makarska, piccola cittadina di mare in Croazia. Luka, cinque anni, vede arrivare la nuova compagna di scuola. I capelli neri, lunghi e ondulati. Una borsa a righe bianche e blu. Il sorriso aperto. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Intanto Dora varca speranzosa la soglia della classe e si guarda attorno. Un bimbo grande la osserva: è il suo principe, ne è sicura. Da quel momento Dora e Luka diventano inseparabili. Non esistono altri bambini, amici, passatempi. Solo una distesa infinita di giorni trascorsi insieme sul loro scoglio a osservare le nuvole, a parlare e sognare. Finché, un settembre, la famiglia di Dora si trasferisce in Francia e l'idillio si spezza. Sedici anni dopo, il destino regala a Dora e Luka un'altra chance: inaspettatamente si incontrano a Parigi. Sono cresciuti, ma nulla è cambiato e il loro amore ora diventa adulto, carnale, assoluto. Eppure qualcosa spinge Luka a fuggire… Dalla Croazia alla Francia, dal porto di Makarska ai teatri di Parigi, con una scrittura ipnotica e potente Nataša Dragnic´ racconta la storia d'amore fuori dal tempo di due anime indissolubilmente legate. Una passione fatta di baci che sanno di acqua salata. Di respiri, luci, colori. Di addii e ricongiungimenti. Una storia unica eppure universale, semplice e travolgente come le parole con cui è narrata.

€ 15,00
Feltrinelli
Collana I Narratori
Data uscita 08/06/2011
Pagine 256, brossura
EAN 9788807018572

Perchè i libri vivono ovunque!

31.5.11

COLPISCIMI (Alet Edizioni- Collana Iconoclasti)


La vita colpisce: gli eventi accadono, al di là dei programmi, delle speranze, dei desideri, mentre corriamo forsennatamente da un punto all'altro, da un appuntamento all'altro. Così ci racconta Olivia Corio, trentenne esordiente, che ci inchioda alla sedia con una scrittura molto coinvolgente, rapidissima, ricca di metafore efficaci. C'è una ragazza travolta da un'auto mentre pedala. Una coppia che cerca affannosamente di avere un figlio. Un infermiere solitario. Un giovane che vive combattuto tra omo e eterosessualità. Un poliziotto che crede nel suo lavoro. Una coppia di sessantenni che deve affrontare il coma della figlia. Destini che si incrociano, inaspettatamente e tengono il lettore sospeso, tra una vicenda e l'altra.
Il racconto galoppa verso un finale che chiude il cerchio, come nei film migliori e ha le caratteristiche di un film riuscito: panoramiche sulle scene e zoomate sui dettagli; flash back ; cambio di situazione e ripresa degli eventi lasciati in sospeso; caratterizzazione colorita dei personaggi.
I capitoli sono brevi e concisi, si percepisce un grande lavoro di taglia e cuci, di ricerca di equilibrio all'interno del singolo capitolo e di un'economia sorvegliata nella struttura generale del romanzo.
E' un po' come leggere Amelie Nothomb.
Questo è il secondo volume della collana ICONOCLASTI, ideata e diretta da Giulia Belloni.

28.4.11

LO SPETTATORE VITRUVIANO, saggio sulla comunicazione

Ecco il nuovo libro del prof. della TV italiana: Michele Mirabella.
LINK AL LIBRO
Un uomo molto eclettico, altro che Elisir...
LINK ALLA BIOGRAFIA

Venerdì 29, alle ore 18:30, al Galla Caffè di Vicenza.

26.4.11

I VALDAGNESI LO SANNO?

La nostra valdagnese Paola C recensisce "Criminàl" di Carlo Piazzati:


Ermanno Calcagno: un padre che sfoga le proprie frustrazioni sui figli e la moglie, con violenze fisiche- botte, bastonate, torture- e psichiche. Un autentico fascista politico e umano, caratterizzato da un atteggiamento di disprezzo verso il mondo, verso le fragilità, specie quelle manifestate dai figli maschi, un classico marito picchiatore di cui si legge nelle cronache. Due figli che cercano di sopravvivere nell'ambiente terrificante della famiglia, anche se uno a soli 15 anni fuggirà per salvarsi e l'altro sarà la voce narrante della ricerca del fratello e delle origini storiche del paese in cui vivono, Valdagno, provincia di Vicenza, sede delle antiche industrie laniere Marzotto. In questo avvincente romanzo di Carlo Pizzati si intrecciano i piani narrativi che ruotano intorno al nucleo familiare, certamente autobiografico. La suspence di un giallo ci accompagna durante la ricerca storica: perchè nella cartografia antica il paese è segnato con questa denominazione Criminal? Chi sono questi criminali che lo abitano? Chi sono le anguane? E perché c'è sempre violenza nel sangue di questa gente?
Gli strumenti che usa Pizzati sono molti e sapienti: due piani narrativi, quello del racconto e quello dei pensieri dei protagonisti, scritti in corsivo. Intercalari dialettali di grande efficacia.  Capitoli brevi, molto sorvegliati, tra i quali quelli dedicati all'interno di famiglia con violenza fanno rabbrividire.
Un libro che resta dentro di noi.

14.4.11

FRANZ WERFEL, un consiglio di nicchia

Di seguito la recensione di Paola C sul libro del 1997 di Franz Werfel "Una scrittura femminile azzurro pallido" (Ed. Adelphi, €8,50) mandata in onda anche a Fahrenheit Radio 3.
Libro che è alla nona riedizione, val sapere il perchè!


E' interessante leggere tante proposte che quotidianamente troviamo in libreria. In qualche caso si trovano scrittori pregevoli, molte volte però ciò che si legge passa quasi senza lasciare traccia. Ogni tanto si sente perciò la necessità di tornare a immergersi nelle pagine di profondo spessore di uno scrittore che ha lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura. Questo è il caso.

Siamo nella Vienna altoborghese del 1936. Nella vita regolata e formale di Leonida, un alto funzionario ministeriale, accade un piccolo evento, l'arrivo di una lettera dalla scrittura femminile azzurro pallido: un passato amore, nascosto per molti anni con cura, irrompe nella quotidianità del protagonista, che da quel momento ripercorre i ricordi delle passate emozioni, fino a rendersi conto di avere amato veramente soltanto quella ragazza, nella propria vita. Lui si è macchiato della colpa di averla illusa e poi lasciata senza una spiegazione, per costruirsi poi una vita di ricchezza e riscatto sociale accanto a una rampolla di alto rango che di lui si è invaghita e ha voluto sposarlo. La lettera contiene una richiesta di aiuto per un giovane diciottenne che potrebbe non essere sconosciuto per Leonida. Da questo momento il romanzo si costruisce sulla confessione del protagonista di fronte a un immaginario tribunale, sulla confessione della moglie che viene colta da una crisi di insicurezza per aver intuito che sta accadendo qualcosa di importante nel matrimonio, sull'incontro inaspettato con la donna primo amore. Ebrea, cancellata molti anni prima da lui, è nuovamente vittima della cancellazione sociale voluta dal nazismo. L'epilogo della vicenda spiazza il lettore.

Questa scrittura è alta letteratura, è sobria e visionaria, elegante e lirica, sembra il frutto di un grande lavoro di sottrazione, di semplificazione, che ce la rende così agevole nella lettura, senza mai scivolare nella banalità. E' la grande scrittura che trasforma le piccole cose in un prezioso gioiello.

Paola C.

13.4.11

QUANTOMAI ATTUALE

Di Walter Tevis, scritto nel 1963... quantomai attuale. Possibile?
Possibile! Fukushima vi dice niente?

Romanzo cult di fantascienza che, come il film Blade Runner, ha saputo anticipare di diversi anni l'evoluzione (involuzione n.d.r) del mondo. Peculiarità adattabile quasi esclusivamente alla fantascienza, basti pensare anche a 2001 Odissea nello spazio o ai romanzi di Philip K. Dick.

Perchè c'è David Bowie in copertina?
Chiedetelo all'editore Minimum Fax!
Così dimostrate di saper soddisfare la vostra curiosità.
Nella prossima puntata (forse) ve lo svelo.






Tratto dalla quarta di copertina:
Uno dei pochi romanzi di fantascienza che abbiano lasciato una traccia indelebile nella letteratura mondiale, L'uomo che cadde sulla Terra è scritto <> (Washington Post): un apologo amaro sul mondo di oggi e probabilmente di domani, sull'incomunicabilità che divide le solitudini, sul processo impercettibile che trasforma la speranza in disperazione.


WALETR TEVIS - 1928-1984

è autore di una raccolta di racconti e sei romanzi, alcuni dei quali sono diventati dei successi cinematografici. Nella collana minimum classics sono usciti anche La regina degli scacchi (2007), Lo spaccone (2008) e Il colore dei soldi (2010).


Tratto da WIKIPEDIA:

Nel 1963 è la volta di L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth), che, pur senza essere subito un successo commerciale come il precedente, riesce a ottenere col passare del tempo una considerazione di rado concessa alle opere di fantascienza. Anche questo più tardi arriva nelle grandi sale nel 1976, grazie allo spirito visionario del regista Nicolas Roeg e al volto inquietante e malinconico di David Bowie nei panni dell’alieno. Durante la stesura del romanzo, Tevis diventò schiavo del bere come il suo personaggio, e lo rimarrà per diciassette anni. Di questa lunga battaglia con l’alcol sono rimaste tracce significative in tutti i suoi personaggi, sia con dirette allusioni al bere, come per l’alieno T.J.Newton, che per la dipendenza da tranquillanti di cui è schiava Beth Harmon, la protagonista adolescente di La Regina degli scacchi.

Dato che all’epoca aveva cominciato a insegnare a livello universitario come professore di Letteratura Inglese, prima nel Kentucky e poi nell’Ohio (ad Athens, dal 1965 al 1978 dove ricevette un M.F.A, Master of Fine Arts), interrompendo però la sua attività di scrittore. Walter Tevis ha motivato questa interruzione prolungata anche con l’incapacità di riuscire a scrivere e a insegnare nello stesso tempo; ma è anche vero che all’epoca le sue capacità letterarie gli sembravano inadeguate.

Un poeta americano Donald Justice, presente come oratore nelle riunioni di un seminario per scrittori, Iowa Writers' Conference, ricorda la propria sorpresa nel riconoscere Tevis a diversi degli incontri, non come insegnante ma come studente. All’epoca Walter aveva già pubblicato due bestseller, uno dei quali aveva raggiunto Hollywood eppure non si considerava ancora un autore serio, si definiva «un bravo scrittore americano di secondo livello» e sedeva umilmente in mezzo a giovani aspiranti, probabilmente molto più orgogliosi delle proprie capacità letterarie di quanto non lo fosse lo stesso Tevis.