Resistere.
Resistere alla disperazione, alle
percosse dell'anima.
Resistere ai soprusi, alla
violenza, alla solitudine, ad una realtà che non è in grado di dare felicità.
Resistere ad uno Stato che spesso dimentica i suoi cittadini nelle terre del
Sud...
Sono romanzi potenti quelli di Omar Di Monopoli. Entrano nella carne
come una pistola che finisce il suo caricatore. Proiettili che si insinuano nel
cervello, che fanno sanguinare la coscienza. Non si rimane indifferenti dalle
parole dello scrittore pugliese. I pensieri non si fermano dopo la lettura dei
suoi romanzi. I pensieri corrono incontro alla follia, alla desolazione di
Torre Languorina, alle lotte di un custode di un parco naturale, alle efferate
azioni di Pellicano, un boss mafioso e senza scrupoli. Con uno sguardo profondo
su un'Italia che spesso l'opinione pubblica dimentica, Di Monopoli coglie le
piaghe oscure dell'animo umano. I suoi libri si caratterizzano per le trame dei
vari personaggi che si intrecciano magistralmente in un connubio di mistero,
suspence ed azione. Ogni descrizione è come un intaglio fatto ad arte sulla
pietra, è come la riproduzione fedele dello stato d'animo dei personaggi, come
se la vita giocasse a dadi col Destino facendo credere ai personaggi che le
loro scelte siano in grado di
cambiare il corso degli eventi. Nelle opere sembra che ci sia l'ombra
incombente del Fato che muove i fili invisibili dell'esistenza.
Questi tragici eroi non riescono a trovare pace. Cercano qualcosa... Un'utopia,
un sogno che assume i contorni di gigantesche illusioni. Sono spietati, poveri,
ignoranti, disgraziati che non riescono a trovare la strada giusta verso la
Luce. L'oscurità li avvolge lasciandoli in preda ai loro tormenti, alle loro
paure. Camminano nel buio correndo disperati verso il miraggio di una pace
interiore. Valgono solo le leggi della strada. Il sangue scorre a fiumi.
Pistole e fucili sostituiscono le parole. Spari e cadaveri, sangue sparso sui
selciati dimenticati da tutti.

Nelle opere appena citate sono le
facce oscure del Potere che prendono vita. Vivono in una terra dove la dignità
umana, la libertà, il rispetto della legge sono ideali che non servono per fare
soldi. Conta prevaricare, conta la lotta, conta l'onore. Non importa se le
guerre tra mafiosi lasciano morti sulla strada. Non importa se degli immigrati
lavorano con uno stipendio misero. Non importa. Ciò che conta è rispettare il
potente. Non mettere i bastoni fra le ruote al Capo. Non fiatare, non urlare,
non reagire. Appena la sommossa
esplode arrivano le minacce, i soprusi e ancora la violenza.
Esiste però in questo mondo di crudeli assassini la
compassione. Sono difficili da comprendere le atrocità commesse da Pietro Lu
Sorgi, un povero anziano che in “Uomini e cani” difende a tutti i costi la sua
casa perché non vuole lasciare che
la sua terra diventi una riserva naturale. Commette atrocità, omicidi, si
nasconde nel buio di una tana per non farsi prendere dalla polizia. Ma i suoi
atti crudeli fanno capire al lettore che dietro ad ogni violenza esiste un
disperato bisogno d'Amore, di conforto, di appoggio. Dietro alla violenza ci
sono emozioni taciute, muri mai abbattuti, problemi irrisolti. Dietro alla
violenza è necessario uno sforzo compassionevole che l'essere umano non è
ancora stato capace di raggiungere perché , in fin dei conti, siamo animali che
si ammazzano ...Per che cosa poi? Per il Potere? Per il Denaro? No... ci
ammazziamo solo per un pugno di mosche. L'unica cosa importante è la
compassione perché anche i cani
hanno bisogno di carezze, di affetto e anche un po' d'Amore.
Jader Girardello