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7.5.12

EXCELSIOR 1881 PROPONE "Un'estate da Voltaire"

Il libro "Un'estate da Voltaire" di Jacques-Pierre Amette (Excelsior 1881) è composto da brevi capitoli che scorrono lievi, raccontando le vicende di un'estate a Fernay, dove Voltaire, patriarca della cultura illuministica, fa rappresentare una delle sue tante pieces teatrali: "Maometto", atto d'accusa contro tutte le forme di intolleranza religiosa. E' l'epoca della guerra dei sette anni, una feroce assemblea condominiale europea che comporta un seguito di sanguinose, crudeli, battaglie ed un nugolo di emissari diplomatici che corrono per le capitali tentando di aggiustare le posizioni dei sovrani.
A Fernay giunge un emissario di Federico II, coll'intenzione di convincere Voltaire ad appoggiare presso la corte francese la negoziazione del trattato per la pace. L'emissario, il conte di Fleckenstein, è un uomo dall'aspetto e dal carattere attraenti e suscita nella piccola corte mondana e filosofica una stima attenta.  Specialmente da parte delle due attrici italiane, chiamate a recitare i dialighi della tragedia che si sta allestendo.  Le due attrici sono amiche ed hanno però caratteri diversi, una più libera e spensierata, l'altra più riflessiva.  La prima si offre all'ospite con tutta la sua amabile sensualità fino a saziare la pur forte fibra erotica del conte. La seconda con la sua naturale pensosità, si apparte spesso nella contemplazione della natura, attirando l'interesse del conte.

La narrazione, ricca di disinvolta ironia, qui si fa più attenta all'intimità dei personaggi ed il tono tipico del marivaudage, sottile e raffinato, si colora di note più moderne, di una contemplazione intima che lambisce le attenzioni proustiane.
"Un'estate da Voltaire" è un profumato omaggio alla tradizione letteraria francese, con richiami alle atmosfere suggerite da  Watteau e Fragonard, con degna eleganza.

Luciano Vighy

Note biografiche sull'autore

Jacques-Pierre Amette (Saint-Pierre-sur-Dives, Normandia 18 maggio 1943), scrittore e critico del "Point", nel 2003 ha vinto il Premio Goncourt (edizione detta "del Centenario") per la "Maitresse de Brecht", una storia delicata che narra gli ultimi anni di vita del drammaturgo tedesco. Esordisce giovanissimo, entra nella "Nouvelle Revue Francaise" e diventa in seguito direttore di collana al "Mercure de France". Ha scritto una ventina di romanzi, e si è cimentato anche col teatro, con la saggistica e i polizieschi. I suoi eroi non sono eroi, non essendo stati capaci di sottrarsi alle crudeltà della vita, ai turbamenti dell'infanzia, all'essere semplicemente umani.

 

Un editore attento alla qualità come pochi altri.
Una garanzia sul tempo ben investito in lettura.
EXCELSIOR 1881, un pensiero elegante... tenetelo d'occhio!

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