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6.2.12

ALTO STILE NARRATIVO - MANACORDA NEL CORRIDOIO DI LEGNO

Finalmente non mi vergogno a definire qualcuno "uno scrittore".
Sostantivo maschile abusato, con cui si copre (dal freddo?) troppa gente.
Due righe pubblicate, o peggio autopubblicate (smorfia atroce) e... <Che fai nella vita?> <Scrittore>.
Questa è scrittura ad alto livello, si sente che viene dalla nobile poesia, le sue parole sono musica per occhi e mente, echi di melodia armonica con il tutto.
Costruito benissimo anche il tempo narrativo, qualche parentesi fantastica sulla storia reale, che non guasta affatto.
Fatevi prendere da queste pagine, sarà un viaggio che sognate da tempo, senza saperlo.  
Marianna Bonelli


Un poliziotto, atterrato a Berlino per un’indagine, torna al collegio in cui ha passato la sua adolescenza. Il collegio in cui si è formato un gruppo di amici che hanno dato origine alla lotta armata, una volta tornati in Italia. Per ragioni del tutto personali, vuole capire cosa è successo, da quale male privato è nato il male pubblico. Così ricostruisce la vicenda di due fratelli, dei loro sodali e delle loro donne tra Berlino, Roma e una piccola isola persa in un lago. Il tutto in uno scenario dominato dalle milizie di un regime autoritario, conseguenza della contestazione e del terrorismo. Un romanzo radicato nella concretezza dei luoghi ma fantastico quanto alla dimensione storica. La realtà non è andata così, ma così poteva andare a finire. (fonte: sito Voland Edizioni)

Giorgio Manacorda è nato a Roma nel 1941. Ha insegnato letteratura tedesca all’Università della Calabria e all’Università della Tuscia. Ha scritto vari saggi su autori di lingua tedesca (da Goethe a Heiner Müller passando per Hofmannsthal, Roth, Kafka, Bachmann e altri) e si è occupato di poesia italiana contemporanea. Il suo libro più recente è Scrivo per te, mia amata e altre poesie (1974-2007), Scheiwiller 2009. Il corridoio di legno è il suo primo romanzo.

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