
E poi: è una donna?
"....Leggeva e rileggeva i suoi romanzi d'amore cento volte davanti alla finestra,In questo romanzo la passione e i valori che hanno sempre ispirato Sepùlveda,
libri che lo aspettavano tentatori, distesi sul tavolo alto, estranei al suo passato disor-
dinato cui preferiva non pensare, lasciando aperti i pozzi della memoria per riempirli
con le gioie e i tormenti di amori più forti del tempo".
La vita di Sophie è cambiata drasticamente dopo la morte del marito, i ricordi sono carichi di affettività e rimpianto, perciò il presente diventa molto duro da affrontare e Sophie pare sprofondare nella rievocazione di quell'ultimo giorno con lui, prima che il destino li separasse.Ma un giorno giunge una lettera dal passato, un compagno di università che era innamorato di lei la invita nella sua casa tra le montagne e Sophie decide di dare a se stessa una seconda chance. l'incontro si rivelerà drammatico, una specie di incontro con l'orco delle favole, in un crescendo di tensione che ci tiene inchiodati alla pagina... come sempre con questa grande scrittrice. Ipnotico.
Buona lettura ai coraggiosi nuovi adepti di SABOT/age, che non si fanno intimorire dalla nuda e cruda realtà dei fatti!
Uno dei pochi romanzi di fantascienza che abbiano lasciato una traccia indelebile nella letteratura mondiale, L'uomo che cadde sulla Terra è scritto <> (Washington Post): un apologo amaro sul mondo di oggi e probabilmente di domani, sull'incomunicabilità che divide le solitudini, sul processo impercettibile che trasforma la speranza in disperazione.
WALETR TEVIS - 1928-1984
è autore di una raccolta di racconti e sei romanzi, alcuni dei quali sono diventati dei successi cinematografici. Nella collana minimum classics sono usciti anche La regina degli scacchi (2007), Lo spaccone (2008) e Il colore dei soldi (2010).
Tratto da WIKIPEDIA: Nel 1963 è la volta di L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth), che, pur senza essere subito un successo commerciale come il precedente, riesce a ottenere col passare del tempo una considerazione di rado concessa alle opere di fantascienza. Anche questo più tardi arriva nelle grandi sale nel 1976, grazie allo spirito visionario del regista Nicolas Roeg e al volto inquietante e malinconico di David Bowie nei panni dell’alieno. Durante la stesura del romanzo, Tevis diventò schiavo del bere come il suo personaggio, e lo rimarrà per diciassette anni. Di questa lunga battaglia con l’alcol sono rimaste tracce significative in tutti i suoi personaggi, sia con dirette allusioni al bere, come per l’alieno T.J.Newton, che per la dipendenza da tranquillanti di cui è schiava Beth Harmon, la protagonista adolescente di La Regina degli scacchi. Dato che all’epoca aveva cominciato a insegnare a livello universitario come professore di Letteratura Inglese, prima nel Kentucky e poi nell’Ohio (ad Athens, dal 1965 al 1978 dove ricevette un M.F.A, Master of Fine Arts), interrompendo però la sua attività di scrittore. Walter Tevis ha motivato questa interruzione prolungata anche con l’incapacità di riuscire a scrivere e a insegnare nello stesso tempo; ma è anche vero che all’epoca le sue capacità letterarie gli sembravano inadeguate. Un poeta americano Donald Justice, presente come oratore nelle riunioni di un seminario per scrittori, Iowa Writers' Conference, ricorda la propria sorpresa nel riconoscere Tevis a diversi degli incontri, non come insegnante ma come studente. All’epoca Walter aveva già pubblicato due bestseller, uno dei quali aveva raggiunto Hollywood eppure non si considerava ancora un autore serio, si definiva «un bravo scrittore americano di secondo livello» e sedeva umilmente in mezzo a giovani aspiranti, probabilmente molto più orgogliosi delle proprie capacità letterarie di quanto non lo fosse lo stesso Tevis.
Roberto Saviano"Raccontare come stanno le cose
vuol dire non subirle."
Vieni via con me. Otto capitoli, otto storie, un libro, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato da Roberto Saviano, l'autore del best-seller internazionale Gomorra
DISPONIBILE EBOOK .PUB E .PDF
L’impressione fondamentale che si ha leggendo questo romanzo è che siamo di fronte a una scrittura di pregio, fatta di descrizioni curatissime nei particolari, in cui le parole hanno un connotato emotivo intrinseco, che tende a immergerci in un’atmosfera di poesia. E’ come se il narratore raccontasse una scenografia, le scene e le azioni si susseguono, costruendo la vicenda come una serie di inquadrature, prive di dialoghi. I personaggi parlano per interposta persona e Pietro, il protagonista, decifra i loro messaggi per noi: Sara, sua compagna rimasta incinta di un altro, gli parla attraverso la madre di lui. Mario, il nonno tornato dalla Russia demente e morto in manicomio proprio all’inizio della storia, parla attraverso Olmo, altrettanto reduce dalla neve. La madre di Pietro è il personaggio forte del libro, perché “è una sintesi indebolita di tutte le possibilità in cui poteva essere” , una figura molto veritiera e vicina a noi. Dopo un momento forte della narrazione, la scoperta di una foto agghiacciante del nonno Mario, il viaggio in Russia dovrebbe essere la risoluzione di tutte le nebbie psicologiche che abitano i personaggi, come se l’autore volesse ricondurre tutte le premesse/promesse a una spiegazione storico- morale. Invece, e qui sta il punto debole del libro, si resta inappagati, come se la squisita narrazione fosse un po’ fine a se stessa e non riuscisse a fare il salto di qualità della grande letteratura, regalandoci il senso ultimo della trama forata della memoria.
Paola C.